Mi guardo intorno e vedo sempre piú spesso persone di ogni etá che non riescono piú a provare emozioni.
Mi chiedo il perché ma non capisco.
Io vengo invasa continuamente da un turbinio di emozioni… mi basta vedere il mare e nelle orecchie una bella canzone come “Lezioni di poesia” di Canali per scaldarmi il cuore.
Emozione è per me un ricordo,
un piatto preparato con amore,
due ragazzi che si baciano,
una tazza di te’ insieme ad un abbraccio,
visitare nuovi paesi,
assaggiare i loro piatti,
leggere un buon libro,
un abbraccio di un amico,
una fotografia,
due anziani che ti tengono ancora per mano,
i pop-corn del cinema,
una torta appena sfornata,
i racconti di vita dei nonni,
il ricordo di un amore,
le mani dei papá e le braccia delle mamme,
amanti che si incontrano di nascosto in un bar,
gli occhi felici degli anziani e gli occhi tristi dei giovani,
una pianta che cresce,
un gatto che cerca coccole,
un progetto portato a termine e uno nuovo da cominciare,
Conoscete Ortona? È una graziosa cittadina in provincia di Chieti, famosa per lo splendido mare, per aver dato i natali all’illustre musicista e compositore Francesco Paolo Tosti, ma soprattutto per essere il paese di origine di Rocco Siffredi!
Donne, ma anche uomini, se vi dovesse venire
in mente di fare una gita domenicale in questo fantastico angolo di paradiso
per stanare l’uomo che potrebbe portarvi il paradiso a letto, sappiate che quando
la fame si farà sentire potrete fermarvi a pranzare in un ristorante
probabilmente unico, almeno in zona. Mangiare di domenica presso La Gallina
Camminante è come il pranzo domenicale a casa della nonna! Solo piatti della
tradizione domenicale abruzzese, senza menù, prendete quello che portano. In
cucina, rigorosamente a vista, solo donne del posto, pochi tavoli, atmosfera
familiare. In sala un uomo e una donna che potrebbero impersonare
tranquillamente degli zii, lei accogliente, educata e sobria, lui invadente e
mattacchione… aggiungono quel quid in più. Il menù domenicale inizia con “pizz
e foje” cioè pizza di mais non lievitata accompagnata alle verdure cotte e
ripassate in padella, le pallotte cacio e ova che si presentano come delle mega
polpette al sugo ma senza carne, con uova formaggio e mollica di pane. Tra i
primi piatti possiamo trovare le classiche lasagne e tagliatelle, di secondo
pollo arrosto divino!
Anche le porzioni sono
quelle tipiche delle nonne!
Segnalo inoltre che il personale è estremamente attento alle allergie! Io sono allergica alle uova e le signore in cucina si sono prodigate per farmi gustare un intero menù senza privazioni fino al dolce!
Aspettiamo tutto l’anno l’arrivo delle vacanze; che siano in
estate o in inverno non abbiamo molto tempo da dedicare all’organizzazione per
far sì che la nostra esperienza sia vissuta al meglio.
Molto spesso infatti ci si affida ad agenzie di viaggi che oltre ad essere costose, potrebbero non esaudire tutti i vostri desideri.
Così voglio darvi qualche dritta per organizzare da soli la vostra vacanza.
DECEDERE LA TIPOLOGIA DI VIAGGIO
Prima di tutto dovete decidere se andare al
mare, in montagna o visitare una città. Ovviamente è la prima distinzione
perché se sceglierete ad esempio il mare tutte le ricerche che dovrete
affrontare successivamente avranno come obiettivo il mare, così da evitare di
perdere tempo prezioso.
SCEGLIERE LA LOCALITA’
Con una breve ricerca su Google anche
tramite siti come Zingarate.com potrete in breve tempo raccogliere nomi delle
località vacanze più rinomate o quelle meno conosciute in base alle vostre
preferenze.
PRENOTARE IL VOLO
In base alla vostra destinazione prenotate il volo, il viaggio in autobus o treno. E’ in base alle loro date che dovrete poi organizzare il resto.
CERCARE LE ATTRAZIONI
Cercate su Google quali
sono le attrazioni principali della località da voi scelta, segnate su un
foglio di carta tutto quello che rientra nei vostri interessi.
STAMPARE LA MAPPA DELLA VOSTRA META DA MAPS.
Stampate la cartina dell’area che vi
interessa, segnate con una x i posti della lista del punto 4 e tracciate l’area
nella quale cercare il vostro Hotel.
PRENOTARE L’HOTEL
Ormai ci sono infiniti siti per la
prenotazione, il più famoso è Booking.com anche se vi consiglio di prenotare
telefonando direttamente presso la struttura da voi scelta
PRENOTARE EVENTUALI VISITE GUIDATE.
Se ci sono nella lista delle attrazioni
ingressi a musei o visite guidate è bene prenotarle prima soprattutto se si
tratta di mete estere.
STILARE UNA LISTA GIORNALIERA.
Organizzate le vostre giornate in modo tale
da sapere sempre cosa fare il giorno dopo lasciando del tempo margine per gli
eventuali cambi di programma o imprevisti.
CHIEDERE INFORMAZIONI
Chiedete tutte le informazioni che possono esservi utili: l’hotel ha parcheggio? Dove Mangiare? C’è da effettuare un cambio moneta? I numeri dell’assistenza sanitaria, le prese elettriche, documenti necessari ecc.
IN ULTIMO
Portare la macchinetta fotografica,
spegnere il telefono e godersi la vacanza!
Una domenica pomeriggio mi trovavo a
passeggiare per le vie del centro storico di San Benedetto del Tronto, una
scoperta.
Una cittadina meravigliosa, un lungomare
curatissimo con attrazioni per adulti e bambini, un centro storico pieno di
brulichio, arte, storia e di PERSONE.
Si mi sono stupita della moltitudine di
giovani e meno giovani che di domenica pomeriggio invadono le vie di questa
meravigliosa città, ma perché questo altrove non succede? O meglio succedeva e
ora non succede più.
Siamo abituati a chiuderci dentro i centri
commerciali intere giornate e non siamo più abituati a frequentare le nostre
città, i nostri centri storici, i bar, le piazzette, e si anche le librerie
aimè.
Riflettete, nella vostra città quante piccole
librerie esistono? In giro si vedono le Feltrinelli e le Mondadori, bellissime
e fornitissime, ma l’atmosfera dov’è? L’atmosfera un po’ buia, silenziosa,
quella dove ci si può perdere tra le avventure di Hemingway e le sfrontatezze
di D’Annunzio.
Camminavo. Un negozio vintage … mi volto e
leggo IODIO. Mi incuriosisco, luce
soffusa, e libri sugli scaffali, “sarà una libreria” -penso- e invece no è
molto di più. Angolo bar, tavolini rotondi, amici.
Io e mio marito siamo entrati. Abbiamo bevuto
un te’ sfogliando i libri esposti con la possibilità di poterli acquistare. Si
può restare lì a discutere scambiando opinioni.
L’ambiente è familiare, amichevole, ci
hanno offerto una fetta di torta all’arancia fatta in casa.
Te’, torta, libri, luci soffuse, amici,
amore. Il mio sogno, il mio habitat. Ho comprato un libro: La forma dell’acqua
di Camilleri. Avrei potuto fare 5 passi
entrare in Feltrinelli e pagarlo la metà, ma l’emozione non si può comprare.
Torno a casa felice e rifletto sulla magia
di questa città che mi ha regalato un po’ di speranza, un po’ di gioia e un
libro in più.
È una
città che trasmette l’amore dei propri cittadini; sono orgogliosi della loro
storia e non la rinnegano. Mostrano con orgoglio i segni dolorosi del dominio
nazista e di quello comunista.
Passeggiando
per Varosliget Park, il più grande parco della città ricco di attrazioni, mi
sono imbattuta in una protesta popolare. Ho notato delle persone accampate con
tende e roulotte munite di cartelli e megafono. Incuriosita, e non conoscendo
l’ungherese, ho cercato su internet notizie locali e ho trovato un articolo che
raccontava la vicenda. Il popolo ungherese stava manifestando contro la
decisione di tagliare alberi per far spazio ad un grande polo museale e la
protesta va avanti dal 2013!
Un
popolo unito e fiero.
Ma
passiamo alle attrazioni
Non potrete
andar via da Budapest senza aver visitato l’Ospedale nella roccia (Hospital in
the rock).
È un’esperienza
unica. Si tratta di un ospedale militare situato sotto la collina del palazzo
reale e utilizzato durante la seconda guerra mondiale e durante la guerra
fredda nel 1956. Dal 2008 è diventato
museo, ma è ancora perfettamente funzionante; se dovesse scoppiare una guerra
l’ospedale sarebbe prontamente utilizzabile. Ha mantenuto gli arredi e
strumenti medici e militari originali. Il tour inizia con un filmato storico a
scelta tra lingua ungherese e lingua inglese, successivamente la guida vi
accompagnerà nella visita dell’ospedale sotterraneo. Viene data la possibilità
ai visitatori di poter attivare una riproduzione della sirena militare a mano.
Si passa alla fine del tour nell’area nucleare che fortunatamente non è mai
stata utilizzata, ma è attrezzata di docce e dispositivi perfettamente
utilizzabili. Una volta fuori dai sotterranei c’è un piccolo shop dove si
possono acquistare gadget.
Budapest
è ricca dei famosissimi bagni, architettonicamente bellissimi, sia al chiuso
che all’aperto, ma preparatevi alla folla in qualunque mese dell’anno.
Meravigliosi
sono anche i ponti sul Danubio: il ponte delle catene, il ponte della libertà e
il ponte Elisabetta.
Io ho
voluto godere della bellezza di questa città anche di sera con un bel giro in
battello, vi suggerisco di farlo al tramonto per via dei giochi di luce e per
l’illuminazione strategica, vi sembrerà di sognare.
Il
palazzo del Parlamento è incantevole sia fuori che all’interno, vi consiglio di
prenotare da casa il biglietto d’ingresso e di arrivare puntuali, non siamo in
Italia!
Per chi
ama lo shopping o semplicemente per chi vuole acquistare un gadget in ricordo
della vacanza deve assolutamente passeggiare per Vaci Utca.
Il cibo
è tipico di una capitale, ce n’è per tutti i gusti! Il mio preferito è il Ladò Cafè,
un ristorante aperto sia a pranzo che a cena, ma di sera è decisamente
incantevole. Si torna indietro nel tempo perché è strutturato come un piccolo
teatro e la cena è accompagnata da musica dal vivo molto soft. L’ambiente
sembra pretenzioso, ma in realtà la spesa è esigua. Per una cena più informale
c’è Fuego, un locale moderno specializzato in pollo arrosto accompagnato da una
infinita scelta di salse (la migliore è quella al ribes nero e peperoncino). Per un pranzo veloce nella zona del castello
fermatevi al Var Bistro.
L’hotel
che ho scelto fa parte del gruppo Three Corner, l’Hotel Anna situato in
posizione strategica, molto vicino al centro ma in zona tranquilla. Le camere
sono ampie, super riscaldate, pulite, arredamento moderno, letto comodo e
prezzo basso. Che volete di più?
Budapest
è definita la Parigi dell’est e vi assicuro che non ha nulla da invidiare alla
capitale francese.
Un pomeriggio mio marito rientra
a casa da lavoro e mi dice: “stasera vestiti elegante che ti porto in un
posto!”
Tutta entusiasta mi preparo ed
usciamo…. Destinazione Miglianico Vineria Ciavolich.
Premessa: il giorno del nostro
matrimonio dopo tanti assaggi da arrivare quasi alla sbornia, abbiamo scelto un
vino di questa cantina “Aries”, che dire? Una qualità mai provata prima! Nessun
dolore alla testa, nessun disturbo, semplicemente un vino naturale di ottima
qualità.
La vineria si trova sul punto
più alto del paese, vicino la Chiesa di San Michele Arcangelo, dal quale si può
godere di una vista spettacolare.
Al nostro arrivo ci accoglie una
gentilissima e bellissima donna sommelier che ci guida nella visita della cantina
raccontando l’affascinante storia della Famiglia Ciavolich di origine bulgara.
La cantina è sviluppata su due piani: piano terra e piano interrato nel quale
si accede tramite una scalinata ripidissima, ma davvero caratteristica perché
scavata nella roccia. L’ammaliante sommelier dai lunghi capelli neri ci porta
in questo fantastico viaggio che parte dal 1500 con l’arrivo della famiglia
Ciavolich a Miglianico, fa tappa a fine ‘800 raccontando le gesta di Donna
Ernestina e arriva fino ai giorni nostri parlando dell’erede Chiara Ciavolich,
che abbiamo avuto il piacere di incontrare.
La degustazione dal nome “Je
m’en fiche” ovvero io me ne infischio, si svolge in un giardino, sul retro,
vista mare. Scegliamo un fantastico Pecorino Fosso Cancelli, un vino artigianale,
fermentato in legno. Arrivano i piatti dello Chef Tiziano Paolini (noi che
amiamo sperimentare nuovi piatti abbiamo scelto i due menù interi) pizz e foj,
sushi, spaghetto aglio olio e acciuga del Mar Cantabrico, verza viola in tre
tempi, agnello spinacino e brodetto, spigola alla salamandra scarola e cremoso
alle nocciole; accompagnato da della buona musica jazz dal vivo. Il cibo è di
ottima qualità e lavorato in maniera eccelsa. Il vino scende, la musica sale,
Chiara fa il giro dei tavoli sorridendo a tutti mostrando orgogliosa i suoi
vini.
Non sono una sommelier e non
sono in grado di darvi caratteristiche tecniche sul vino, ma spero sia riuscita
a trasmettervi la bella esperienza che ho vissuto entrando in contatto con una
realtà del nostro territorio davvero genuina.
Stelle, mare, colline, buon
vino, jazz, ottimo cibo e mio marito che mi fa queste sorprese. Che voglio di
più? Je m’en fiche!
Mia
cugina e suo marito vengono a trovarci per il ponte di Ferragosto, così
decidiamo di andare a cena fuori e mangiare del buon pesce perché a Roma è
difficile trovarlo fresco e a buon prezzo.
Prenotiamo
presso lo stabilimento Aretusa sul Lungomare sud ore 20.30.
Arriviamo
in ritardo per esserci dilungati troppo davanti una Icnusa, ma, nessun problema,
il tavolo è lì che ci aspetta.
Arredato
con gusto, ci sono delle piccole abat-jour accese sul tavolo che fanno
atmosfera.
Il
menù non c’è, ma viene elencato dal personale competente e gentile.
Abbiamo
ordinato per 4 persone un mix di 8 antipasti, ceci e vongole, baccalà e
peperoni, insalata di mare, polpo, scampi e chi più ne ha più ne metta; due
porzioni di spaghetti alle vongole e gnocchetti agli scampi; due porzioni di
frittura di pesce e degli spiedini al forno. Vi dico che la frittura di pesce è
la migliore che io abbia mai mangiato in un ristorante. Croccante al punto
giusto, per niente unta e salata alla perfezione.
Il
pesce è freschissimo e cucinato senza troppi condimenti così da sentire il vero
gusto del pesce, cosa che può permettersi solo chi utilizza la materia prima di
ottima qualità.
E
bene il tutto accompagnato da vino bianco della casa, acqua e caffè.
Prezzo?
27 euro a persona.
Abbiamo
avuto anche la fortuna di esser capitati durante una festa a sorpresa, abbiamo
anche ballato!
Un giorno passeggiando in una città che stavo visitando ho provato un’emozione nuova, una sensazione bellissima, qualcosa che non avevo mai provato prima.
Euforica tornai a casa e scrissi le mie emozioni.
Da quel giorno ho capito che il mio desiderio più grande è quello di condividere le mie sensazioni con chi sa apprezzare.
Se siete amanti di viaggi, di scoperte, se vi piace vedere il mondo con occhi sempre diversi e soprattutto se oltre ai viaggi amate la lettura, le cose belle, il buon cibo, gli amici, l’amore, l’attualità, insomma tutto quel che vi gira per la testa siete nel posto giusto.